NATO o Ue: chi difenderà il vecchio continente in caso di crisi?

La NATO e l’UE sono due organizzazioni diverse, ma entrambe hanno un ruolo cruciale nel garantire la sicurezza e la difesa del Vecchio Continente.
La NATO è principalmente un’alleanza militare. Se ci fosse una crisi o una minaccia militare, la NATO si attiverebbe per difendere gli alleati.
L’Ue invece è più un’alleanza politico-economica. In caso di crisi, l’UE potrebbe intervenire con aiuti umanitari, e misure di stabilizzazione. Tuttavia, la sua capacità di intervento militare è molto limitata rispetto a quella della NATO, anche se adesso, pare, che si stia sviluppando strumenti per avere una difesa comune.
Dalla fine del secondo conflitto mondiale la sicurezza e la difesa del vecchio continente è stata una prerogativa dell’Alleanza Atlantica, infatti nel 1949 è stata fondata la NATO, con l’obiettivo di creare un’alleanza tra le due sponde dell’oceano Atlantico. Dalla sua costituzione fino ai giorni nostri la NATO ha condotto numerose preparazioni per garantire la prontezza dell’alleanza in diverse situazioni.
Mentre la NATO, nel corso degli anni, si allargava e integrava le diverse forze armate con tattiche, strategie e infrastrutture per garantire la pace e la stabilità in Europa, negli stessi anni, sempre nel Vecchio Continente, nasceva un progetto di cooperazione basato sulla prosperità economica. La storia dell’Ue inizia nel 1951 con la CECA e da lì la cooperazione si è evoluta creando un’unione più stretta tra i Paesi membri con istituzioni, un mercato comune e politiche condivise.
Dal 2020 con la pandemia da Covid-19 l’Unione Europea si trova di fronte ad un momento di grandi sfide, soprattutto sul fronte geopolitico. La tensione tra grandi potenze come USA, Cina e Russia, mette a dura prova la capacità dell’Unione di mantenere una posizione autonoma e forte. L’Ue ha certamente delle risorse, un grande mercato interno, e negli ultimi anni sta cercando, con molte difficoltà, di creare una capacità diplomatica e di costruire una propria difesa e autonomia strategica. Tuttavia, ci sono delle difficoltà.
Le molte differenze tra gli Stati membri come le questioni di politica estera e di sicurezza, e la dipendenza dalla NATO, possono, sicuramente, complicare la capacità dell’Unione Europea di agire in modo unitario e deciso.
L’idea di una maggiore autonomia strategica iniziò a prendere forma solo dopo l’invasione russa ai danni di Kiev. In quel momento i ministri della difesa dei Paesi membri Ue firmarono un documento il quale avevo l’obiettivo di creare una difesa comune e la creazione di una forza di rapido dispiegamento con 5 mila unità. Nonostante i proclami delle istituzioni comunitarie la questione della politica di difesa ed estera rimane un argomento spinoso.
Per il momento l’Ue ha un coordinamento sulla difesa e sulla politica estera (PSDC) con il quale coordina forze militari multinazionali messe a disposizione dai singoli stati membri.
L’Ue pare abbia diversi ostacoli per costruire una politica di difesa ed estera comune:
- Politici, molti Paesi membri sono restii a cedere la propria sovranità a Bruxelles;
- Strategici, esistono diverse visioni sulla politica estera e sulla politica di difesa;
- Operativi, l’Ue manca di una catena di comando, al momento è presente solo un tavolo di coordinamento;
- Economici, i budget per la difesa variano da paese a paese.
Attualmente in pochi si sono spesi per cercare di attuare una politica comune con una propria autonomia strategica, come la Francia in primis. Ma alcuni membri, come i Paesi Baltici, preferiscono che queste questioni venissero gestite in ambito NATO
Gli Stati Uniti e la Cina sono attualmente le due superpotenze mondiali con il Paese del Dragone che vuole ribaltare l’ordine gerarchico internazionale. L’Europa, invece, ha un ruolo marginale, e prova a promuovere valori come la democrazia, i diritti umani e la sostenibilità, ma non incide in quei contesti dove si muovono le altre potenze, come in Africa e Mar Mediterraneo.
La NATO rimane l’alleanza militare principale dell’Europa, e molte decisioni di sicurezza vengono prese in collaborazione. L’Ue al momento non dispone di una capacità di intervento rapido, mentre la Nato ha strutture e strategie ben collaudate per rispondere in caso di crisi e di aggressioni. Inoltre mentre l’Ue prova costruire una realtà autonoma, la NATO ha sviluppato, nel corso degli anni, una capacità militare dove le diverse forze armate dei Paesi alleati si addestrano e si coordinano insieme. L’Unione Europea non ha questa esperienza e le strutture strategiche di cui dispone l’Alleanza Atlantica.
In conclusione, in caso di crisi, per l’Europa, solo la NATO garantirebbe un’organizzazione per difendere il continente. L’Ue può di certo contribuire con azioni di supporto, ma la difesa vera e propria sarebbe principalmente affidata la NATO.



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