La NSS americana e il riarmo europeo: quale equilibrio di potenza per il vecchio continente?

La nuova National Security Strategy degli USA segna un passaggio storico e silenzioso nella struttura della sicurezza dell’occidente. Senza una dichiarazione formale con l’Europa, Washington ridefinisce le sue priorità strategiche e ridimensiona il suo ruolo di garante dell’ordine in occidente (Europa soprattutto). Questo passaggio potrebbe agire come acceleratore sul riarmo dei Paesi europei, che potrebbe riaprire una questione che per decenni era rimasta congelata ovvero l’equilibrio di potenza nel vecchio continente. In assenza di una vera e propria architettura politica e strategica comune europea, il rafforzamento militare degli Stati membri rischia di trasformarsi da strumento di deterrenza collettiva a fattore di competizione all’interno dell’Europa stessa. È possibile che le conseguenze della nuova NSS americana possa comportare un pericolo di destabilizzazione per l’Europa anziché renderla più sicura?
La NSS e il riarmo europeo
La nuova National Security Strategy (NSS) degli USA è una svolta epocale nella politica di sicurezza dell’alleanza transatlantica. Pur non annunciando formalmente un ritiro per la sicurezza del continente europeo, la nuova strategia statunitense spinge gli alleati ad assumersi più responsabilità per la propria difesa, segnalando un cambiamento rispetto al post 1945, quando gli Stati Uniti agivano come garante della sicurezza del vecchio continente. (Army Recognition)
Il contenuto della NSS evidenzia che gli alleati europei devono assumersi maggiori oneri della difesa, senza dipendere dalle garanzie statunitensi. Questa aspetto sulla responsabilità europea, se da un lato rafforza il concetto di “autonomia”, dall’altro potrebbe crea pressioni competitive fra gli Stati nazionali. (Reddit)
Questo mutamento strategico potrebbe avere tre effetti:
- Accelerazione del riarmo nazionale. La spesa complessiva dell’UE nel 2024 ha già avuto un aumento rispetto agli anni precedenti. (Euro Security & Defence)
- Indebolimento della dipendenza da Washington perde parte della sua centralità, lasciando spazio a una difesa più autonoma. (New Eastern Europe)
- Riapertura della questione dell’equilibrio di potenza in Europa. La riduzione della dipendenza esterna riporta al centro la necessità, o la competizione, per una leadership strategica europea. (Reddit)
In questo contesto il riarmo europeo non nasce come progetto politico dell’Ue, ma come reazione “disordinata” alla percezione di un potenziale vuoto di potere.
Il nodo strutturale: riarmo senza architettura politica
Presumiamo che il riarmo europeo serva per colmare il gap con le altre potenze come la Russia e la Cina, ma la problematica potrebbe essere l’assenza di un’architettura politica e di comando realmente condivisa. (Intereconomics)
L’Ue, purtroppo, manca di:
- Assenza di un comando militare europeo, perché le forze armate restano sotto controllo sei singoli stati membri, di cui alcuni vincolati con la NATO e altri no.
- Mancanza di una dottrina strategica europea comune. Purtroppo l’Ue non ha ancora una condivisione unitaria sulle minacce e sulle priorità da affrontare.
- Legittimazione politica limitata: l’Ue non ha una legittimità politica sovranazionale paragonabile a quella degli USA, Russia e Cina. (New Eastern Europe)
In questo vuoto strategico il riarmo potrebbe tendere a nazionalizzarsi con l’autonomia di ogni capitale europea che decide autonomamente come investire. Questo meccanismo potrebbe accentuare la dinamica competitiva tra potenze nazionali invece che favorire una sinergia collettiva.
La domanda a questo punto diventa: se non c’è un progetto politico comune, chi guida il riarmo e con quali fini?
Ascesa di una potenza europea dominante?
Francia: autonomia strategica e influenza soft
La Francia è oggi uno degli attori europei più forti dal punto di vista militare perché possiede una cultura strategica imperiale ancora attiva, con una dottrina di autonomia strategica e una capacità di deterrenza nucleare. Parigi ha fatto passi avanti per una maggiore responsabilità difensiva dell’Europa. (Sgdsn)
Tuttavia questo comporta:
- Possibili divergenze con altri Paesi, i quali possono considerare che l’Ue diventi lo spazio di autonomia strategica francese.
- Sud Europa come periferia degli interessi francesi: in contrasto con gli interessi (energici soprattutto) di Italia o Spagna.
- Scudo nucleare francese: da una parte potrebbe essere una garanzia di sicurezza in caso di disimpiego americano, ma anche un modo per creare delle divisioni in Europa, considerando che i governi europei dovrebbero accettare le decisioni del leader francese.
Il rischio è che la Francia si presenti come garante regionale della sicurezza europea, esercitando un’influenza grande ma parziale, senza un mandato collettivo.
Germania: potenza economica che potrebbe diventare centrale nella sicurezza
La Germania si trova oggi in una posizione cruciale, è la maggiore economia europea, è situata al centro del continente, e sta aumentando la sua spesa militare legittimata dalla guerra in Ucraina (L’Espresso),
dal crollo del North Stream 1 e 2 (sfumate le certezze energetiche del passato) e dal mutamento strategico statunitense con la nuova dottrina strategica. In questo contesto la Germania apre un nuovo corso che potrebbe andare oltre alla semplice modernizzazione delle sue capacità difensiva. Una Germania più militarizzata comporta:
- Riapertura della “questione tedesca”: storicamente l’Europa ha vissuto delle tensioni quando la Germania ha assunto ruoli di centralità militare senza un equilibrio multilaterale sufficiente.
- Percezione di squilibrio dai Paesi europei: in modo particolare i Paesi dell’Est potrebbero vedere nella leadership tedesca una minaccia o una possibile subordinazione alle proprie priorità strategiche. In questo senso se facciamo riferimento agli accordi geopolitici del secolo scorso, avevano il fine di ridisegnare i confini dell’Europa centro-orientale. Per alcuni Paesi il riarmo tedesco potrebbe dotarla di una maggiore leadership continentale specialmente in contesti in cui gli Stati Uniti possono ridurre il proprio ruolo da garante.
- Rischio di una NATO europea germano-centrica: senza un’architettura politica e istituzionale l’Europa potrebbe diventare uno spazio dominato da Berlino nelle decisioni di difesa e non solo. (RealClearDefense)
In mancanza di un equilibrio di potenza nel vecchio continente, il riarmo tedesco potrebbe finire per spingere più tensioni che coesione.
Il paradosso della NSS: più Europa, ma meno equilibrio
La NSS americana promuovere implicitamente un’Europa più forte, ma non propone un meccanismo per bilanciare la distribuzione di potere. Gli Stati Uniti chiedono impegni maggiori, in termini di risorse e di responsabilità ma non offrono un progetto di governance che possa garantire un coordinamento politico tra attori nazionali evitando l’egemonia di singole capitali. Se da un lato gli obiettivi di spesa e capacità sono stati formalizzati a livello NATO con l’accordo di aumentare la spesa al 5 % del PIL entro il 2035, ciò non colma in maniera automatica il vuoto di leadership politica europea.
Il rischio concreto è che il processo di riarmo produca una competizione silenziosa fra i singoli Stati europei.
Instabilità potenziale del continente
Nel medio-lungo periodo, le criticità principali derivanti dall’attuale dinamica di riarmo potrebbero includere:
a) Divergenza strategica
Il riarmo accentua percezioni differenti di minaccia e di priorità strategiche: la Russia preoccupa fortemente l’Est, il Mediterraneo rimane importante per i Paesi del sud Europa, e l’Europa centro-occidentale potrebbe cercare un equilibrio tra autonomia e relazioni con USA e NATO.
b) Crisi di legittimità democratica
Le decisioni per perseguire politiche di difesa e sicurezza rischiano di essere prese con scarso consenso popolare europeo, accentuando distanze e caos.
c) Fine dell’illusione post-storica europea
L’Europa diventerebbe uno spazio geopolitico che implica una competizione maggiore di interessi e una possibile erosione della cooperazione.
d) Rischio di sganciamento USA definitivo
Se gli Stati Uniti percepissero che gli alleati europei non capaci di garantire la sicurezza o se la priorità degli USA si spostasse verso l’Indo-Pacifico, il rischio di un ritiro implicito potrebbe crescere l’instabilità n Europa.
Conclusione strategica
La nuova NSS americana rimuove la garanzia strutturale di sicurezza che ha garantito e mantenuto a freno le dinamiche competitive interne al vecchio continente. Il riarmo europeo, se non accompagnato da:
- una leadership multipolare bilanciata,
- una solida architettura di politica comune,
- un chiaro patto interno di obiettivi e fini da perseguire,
potrebbe portare all’emersione di una potenza dominante o a un equilibrio precario tra potenze che risvegli le vecchie fratture storiche dell’Europa.
In sintesi senza un progetto politico e istituzionale comune, l’Europa potrebbe riaprire dinamiche di competizione e instabilità che la NSS americana non ha né previsto né risolto.
La Dottrina Tripolare proposta, a mio avviso, sembra una via più equilibrata, infatti gli alleati non solo pagano, ma governano insieme la sicurezza europea attraverso un sistema di responsabilità di membri chiave della NATO su base regionale. Inoltre sempre la stessa evidenzia un forte accento su cultura e valori condivisi dall’alleanza e suggerisce una nuova architettura di leadership dove il peso degli USA (che vive un momento di affanno) viene distribuito.



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